I dati strutturati sono un formato standardizzato di scrittura che consente di fornire informazioni su una data pagina web e di classificare il contenuto presente su quella pagina: nel caso di una ricetta, ad esempio, vorremo sapere quali sono gli ingredienti, il tempo e la temperatura ideale per la cottura, le calorie e così via.

Fonte: DevelopersGoogle.com

Su schema.org sono indicati i diversi formati con cui il messaggio può essere “scritto”, e cioè Microdata, RDFa, JSON-LD. In parole semplici, il vocabolario schema.org risponde a questa necessità: vuoi che il motore di ricerca capisca il tuo messaggio alla perfezione? Benissimo, faglielo trovare scritto in modo a lui congeniale 😉

Si può immaginare Schema.org come il primo vocabolario universalmente condiviso, una sorta di lingua franca creata per strutturare i metadati sui siti web e per aiutare i motori di ricerca a comprendere i contenuti pubblicati.

Perché utilizzare i dati strutturati?

I dati strutturati non sono però un fattore di rank diretto, e cioè non contribuiscono, da soli, a migliorare il posizionamento di un sito. Utilizzarli porta però notevoli vantaggi, primo di questi la certezza che il nostro messaggio arrivi al motore di ricerca direttamente e senza fraintendimenti.

In questo modo sarà possibile accedere a un Rich Snippet e di comunicare così a Google di cosa parla il nostro sito web. In termini di Click-Through Rate e di reputation, questo può davvero fare la differenza e influire direttamente sulla percezione della qualità e dell’autorevolezza di un sito.
Se vuoi approfondire ulteriormente l’argomento e capire ancora meglio perché convenga implementare i dati strutturati nel proprio sito web, ti rimandiamo a questo articolo super esaustivo del nostro amico Roberto Serra.

Cosa sono i Rich Snippet?

Per alcune tipologie di dati,come abbiamo appena visto,è possibile utilizzare la grammatica dei dati strutturati in modo di consentire a Google di recepire il messaggio in modo corretto e pubblicare uno snippet avanzato contenente più informazioni.

Una volta chiarito come funziona, è intuitivo comprendere le grandi potenzialità di questo strumento in ottica SEO.

Ecco alcuni esempi:

  • Ricette

ricetta torta al cioccolato

  • Breadcrumbs

esempio di breadcrumbs

Google e il markup dei dati strutturati

Nell’ambito del Web semantico, le entità sono gli elementi che permettono alle macchine di comprendere cosa sappiamo di una data “cosa” (una persona, un luogo, un evento, un’organizzazione). I motori di ricerca si nutrono di entità, grazie alle quali riescono a capire le relazioni tra le diverse cose per rispondere meglio alle domande degli utenti.

Tutte le entità presenti sul web sono catalogate nel Google Knowledge Graph, un enorme contenitore di dati dal quale Google attinge per poter capire e disambiguare i contenuti delle pagine web e definire le relazioni tra questi.

Questo ci porta a una conclusione: i dati strutturati sono la colonna portante del web e dunque andrebbero utilizzati ogni qualvolta sia possibile (tradotto: sempre!) su qualunque tipo di sito web, per i motivi che abbiamo appena enunciato.

Ma quali sono gli strumenti disponibili ad oggi per poterlo fare in maniera semplice e intuitiva? Esistono diversi script e plugin che consentono di inserire i dati strutturati sui vari CMS come WordPress o Joomla, e anche Google non è da meno. Il motore di ricerca infatti mette a disposizione dei suoi utenti uno strumento gratuito per la marcatura dei dati strutturati.

Ecco come si presenta:

dati strutturati Google

L’Assistente per il markup dei dati strutturati Google consente di eseguire il markup degli elementi della propria pagina web in modo che il motore di ricerca possa essere aiutato nella comprensione dei dati in essa presenti. Se Google è in grado di interpretare in maniera chiara e univoca i dati di una pagina, è dunque anche in grado di mostrarli nella SERP in modo originale e più vincente. Ottimo, no? 😉

L’Assistente per il markup può essere utilizzato anche se si inviano email in formato HTML, dal momento che è in grado di mostrare come modificare i modelli in modo che Gmail possa presentare all’utente i dati in maniera nuova e utile.

Come funziona lo strumento di Google per il markup dei dati strutturati?

Accedendo allo strumento di Google, viene visualizzata una schermata che permette di scegliere quale tipo di markup dobbiamo utilizzare su un dato tipo di pagina (ad esempio la pagina di un film, di un evento, di un’attività o di un prodotto). Successivamente, basta inserire l’URL di una pagina esistente o una pagina HTML non elaborata. Se si utilizza un URL, è necessario assicurarsi che la pagina sia accessibile a tutti e non sia quindi necessario eseguire alcun login.

Una volta completato questo primo step basta cliccare sul pulsante in basso, “Inizia la codifica”, per vedere restituita un’anteprima della pagina relativa, nella quale mancano però una serie di informazioni essenziali che sarà nostro compito compilare. Basterà quindi evidenziare le varie sezioni della pagina che necessitano di essere completate e selezionare il tipo di dato a cui vogliamo associarle.

marcatura schema dati strutturati Google

Una volta completata la codifica e selezionati i campi richiesti, basta cliccare sul pulsante “Crea HTML” per generare il codice della pagina. L’impostazione predefinita di Google per il formato di output è JSON-LD, ma è possibile ricevere il codice anche sotto forma di Microdati. A questo punto è possibile scaricare il codice completo di tutta la pagina, oppure copiare solo i markup generati per implementarli sul nostro sito.

Ora non resta che verificare il codice generato copiandolo nell’Assistente per il markup dei dati strutturati. Nella sezione Dati Strutturati della dashboard, Google sarà in grado di evidenziare se ci sono pagine che mostrano i dati strutturati in maniera errata o incompleta. È necessario vigilare affinché non siano presenti errori o che questi siano davvero poco rilevanti.

E quindi, per concludere?

L’uso dei dati strutturati consente principalmente di:

Supportare la comprensione da parte dei motori di ricerca dei contenuti ritenuti fondamentali su un sito web;
Accedere ai Rich Snippet nella SERP di Google
Accedere a funzionalità di comunicazione avanzate con il motore di ricerca

In sostanza, se vogliamo che Google fornisca informazioni corette sul nostro conto, la maniera migliore è quella di fornirgliele direttamente. Questo perché, quando qualcuno richiede qualcosa relativo ai nostri servizi o prodotti, il motore di ricerca cercherà di fornire informazioni quanto più pertinenti e corrette. E se non saremo noi a fornirgliele, andrà a cercarle altrove, aumentando così la possibilità che alla fine queste risultino errate o incomplete.

 

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