Posted by Alessandro Formica 4 settimane ago

Manager, (s)fashion blogger e mamma a tempo pieno. Con la sua incredibile storia Francesca Romana Capizzi ha dimostrato e continua dimostrare ogni giorno che sì, una donna può essere tutte e tre le cose insieme e, perché no, può esserne ancora molte altre. La sua storia, oggi più che mai, tocca dal vivo le corde di una situazione al femminile che vuole e deve cambiare.

Con la nostra rubrica #DigitalTrotter raccontiamo le storie di chi, impegnato nel digital marketing, è riuscito a realizzare le proprie ambizioni professionali senza tralasciare però mai le proprie passioni. Professionisti intrepidi, trotter di questo sconfinato mondo digital che, trovatisi spesso di fronte a scelte coraggiose, senza esitazione hanno scelto di reinventarsi combinando sapientemente e con successo lavoro e vita privata, carriera e famiglia.

Alessandro: Raccontarsi non è mai un’impresa facile, ecco perché, in questi casi, torna sempre utile un classico intramontabile: Francesca cosa sognavi di fare da bambina?

Francesca: Di guidare Goldrake, il robot spaziale! Questo fino alle medie, poi ho cambiato idea e volevo fare la biologa, cosa che poi ho fatto. Ma Goldrake mi è rimasto nel cuore!

A: Se ti chiedessi tre aggettivi per descrivere la donna che eri e quella che sei oggi?

F: Intendi prima di attuare il famoso piano B? Realizzata, stressata, preoccupata di non essere una buona madre. Dopo: FELICE, rasserenata, mamma.                       

influencer digitaltrotter Francesca Romana Capizzi

A: Qualche anno fa arriva la svolta: le estenuanti ore d’ufficio non ti permettevano di essere presente per tuo figlio come avresti voluto e questo ha motivato in te la scelta di dare un drastico cambio alla tua vita. Nasce così il progetto Don’t call me fashion blogger. Raccontaci meglio di cosa si tratta:

F: Un blog magazine, un sito web unico nel suo genere dove le donne, mamme, mogli, lavoratrici possono trovare con un solo click tutto quello che serve per organizzare la propria giornata e quella della propria famiglia. Da come vestirsi a cosa cucinare o a dove andare in vacanza.

A: Ma non finisce mica qui. Dalla collaborazione tra te, Fabrizia Spinelli, Ida Galati, Martina Corradetti e Nadia La Bella nasce un ulteriore progetto unico nel suo genere: The Fashion Mob.

F: Sì, esatto. È un nuovo concept di influencer marketing che consente ai brand che si affidano a noi di avere un team di influencer “ready to use” che globalmente rappresentano tutte le età e gli stili della donna moderna.

A: Nel tuo quotidiano, quanto tempo dedichi ai contenuti del blog?

F: Troppo tempo. Mi occupa almeno 10 ore al giorno perché correggo le bozze degli altri contributors, indicizzo i loro post e li duplico in inglese.

A: Come vedi la presenza femminile nel mondo digital oggi?

F: È l’unico settore in cui secondo me non c’è alcuna distinzione tra uomo e donna per fortuna!

A: Secondo te qual è lo stereotipo più frequentemente utilizzato nei confronti delle fashion blogger?

F: Che siamo delle “modelle” mancate. Delle wannabe celebrities. In realtà noi siamo solo una proiezione delle persone comuni, di certo io non sono una modella ma interpreto la moda come la vivo nella realtà.

A: C’è un’etichetta della quale tu stessa senti di non esserti ancora liberata?

F: No, direi di no, secondo me è anche dovuto al fatto che ormai sono in questo mondo da tanto tempo e la gente che mi conosce sa che sono una persona vera.

A: Il segreto del tuo successo come #DigitalTrotter: questione di marketing o questione di feeling?

F: Marketing e feeling. Il marketing mi ha consentito di capire quali fossero i bisogni insoddisfatti del pubblico e di posizionare il blog magazine in modo da coprire una nicchia di audience che fino a quel momento era scoperta. Il feeling è quello che mi consente di avere dei lettori fidelizzati dopo tanti anni.

A: Che consigli daresti ad una donna che desidera lavorare nel settore digital ma che, come te, non ha intenzione di rinunciare ad un’esistenza felice e libera da condizionamenti esterni?

F: Che questa professione non sia il Piano A, ma un piano B. Per cominciare a guadagnare serve tanto tempo.

A: Come credi si evolverà la professione della fashion blogger da qui a 10 anni?

F: Probabilmente cresceranno ancora i social, mentre i contenuti, ad oggi ad appannaggio del blog, si svuoteranno. Ma io sono anche convinta che il blog, il web che è ancora dominato da Google, sia il vero caposaldo di questo mestiere. Voi quando cercate qualcosa andate su Facebook o su Google?

 

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