{"id":3525,"date":"2019-02-28T15:15:19","date_gmt":"2019-02-28T14:15:19","guid":{"rendered":"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/?p=3525"},"modified":"2021-12-23T10:01:54","modified_gmt":"2021-12-23T09:01:54","slug":"seo-machine-learning","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/seo-machine-learning\/","title":{"rendered":"Come aumentare il traffico del tuo sito utilizzando il machine learning"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Come aumentare il CTR organico di un sito web? In questo post, ti illustrer\u00f2 come effettuare l&#8217;analisi dei&nbsp;dati della&nbsp;Google Search Console attraverso l&#8217;<a class=\"wl-entity-page-link\" title=\"AI\" href=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/vocabolario\/ai\/\" data-id=\"http:\/\/data.stg-wordliftblogq-stage.kinsta.cloud\/wl0215\/entity\/ai;http:\/\/it.dbpedia.org\/resource\/Intelligenza_artificiale\/\" >Intelligenza Artificiale<\/a>, allo scopo di <strong>ottenere informazioni rilevanti su quali pagine possano essere ottimizzate per migliorare il traffico organico di un sito web aziendale<\/strong>. Nello specifico, utilizzer\u00f2 il k-Meansclustering, una tecnica di raggruppamento dati che utilizza il <a class=\"wl-entity-page-link\"  href=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/vocabolario\/machine-learning\/\" data-id=\"http:\/\/data.stg-wordliftblogq-stage.kinsta.cloud\/wl0215\/entity\/machine_learning;http:\/\/dbpedia.org\/resource\/Machine_learning;https:\/\/www.wikidata.org\/wiki\/Q2539\" >machine learning<\/a> ed andr\u00f2 a evidenziare le nozioni che ho acquisito durante l\u2019utilizzo di questa tecnica per l\u2019ottimizzazione SEO di un sito web. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo post mi ha anche aiutato a scoprire qualcosa di nuovo sui nostri clienti: quando propongo di utilizzare direttamente i loro dati, la reazione in generale \u00e8 sempre di estremo sollievo, si sentono sollevati all\u2019idea che l\u2019Intelligenza Artificiale possa occuparsi di un compito banale e ripetitivo come l\u2019analisi dei dati della <a class=\"wl-entity-page-link\" title=\"Google Search Console\" href=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/vocabolario\/google-search-console\/\" data-id=\"http:\/\/data.stg-wordliftblogq-stage.kinsta.cloud\/wl0215\/entity\/google_search_console;http:\/\/www.wikidata.org\/entity\/Q328216;http:\/\/dbpedia.org\/resource\/Google_Search_Console;http:\/\/rdf.freebase.com\/ns\/m.05h5pjx\" >GSC<\/a>. Questo permette effettivamente ai clienti del nostro <a href=\"https:\/\/stg-wordliftblogq-stage.kinsta.cloud\/seo-management-service\/\">servizio di gestione SEO su misura<\/a>, e al nostro team, di concentrarsi su compiti pi\u00f9 complessi e a dedicarsi alla creazione&nbsp;del valore aggiunto sui contenuti, occupandosi di scrittura ed eventualmente di monetizzazione.<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400\">Il machine learning \u00e8 divertente<\/span><\/h2>\n<p>Questo esperimento pu\u00f2 essere svolto da chiunque e non prevede alcuna abilit\u00e0 specifica in termini di programmazione. Una buona padronanza di Google Sheet \u00e8, infatti, pi\u00f9 che sufficiente per iniziare ad occuparsi del data mining dei dati della&nbsp;Google Search Console del proprio sito web.<\/p>\n<p>Abbiamo utilizzato <strong>Orange<\/strong>, uno strumento open-source basato su Python e sviluppato per il data mining e l\u2019analisi, che utilizza un chiaro <strong>sistema di programmazione visuale<\/strong>&nbsp;(un\u2019interfaccia utente grafica che permette di svolgere i compiti che&nbsp; sviluppatore Python porterebbe a termine scrivendo codice su un Jupyter Notebook, evviva!).<\/p>\n<p>\u00c8 possibile installare Orange da Anaconda, una nota piattaforma per il Data Science in Python, o semplicemente <a href=\"https:\/\/orange.biolab.si\/getting-started\/\">scaricarlo e installarlo dal loro sito web<\/a>. Durante l&#8217;esperimento, inoltre, sar\u00e0 possibile estrarre informazioni sulla lunghezza del titolo e della meta description e, per farlo, \u00e8 possibile usare un account<span style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.woorank.com\/en\/features\/site-crawl\">WooRank<\/a><\/strong>, <a href=\"https:\/\/sitebulb.com\/\">Sitebulb<\/a><\/span>&nbsp;o qualsiasi altro web crawler a tua scelta.<\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400\">Sulle spalle dei giganti<\/span><\/h2>\n<p>Iniziare a lavorare con il machine learning prevede, innanzitutto, un <em>cambio di paradigma<\/em>. Si tratta sostanzialmente di fornire alla macchina dati sufficientemente accurati per permetterle di apprendere da questi e di autoprogrammarsi, aiutandoci nell\u2019analisi attraverso il raggruppamento dei dati, l\u2019elaborazione delle previsioni e ricavando modelli rilevanti all\u2019interno del nostro dataset. <strong>Scegliere i punti di riferimento e curare il dataset, quando si lavora con il machine learning, \u00e8 un passaggio strategico fondamentale tanto quanto la scrittura di un programma nell\u2019informatica tradizionale.<\/strong><\/p>\n<p>Decidendo con quale tipo di dati alimentare la macchina, le trasferiamo le conoscenze necessarie all\u2019addestramento. Per farlo, avremo bisogno dei cosiddetti <em>domain expert<\/em>: quando ho iniziato questo esperimento, mi sono imbattuto in un tweet di Bill Slawski che mi ha aperto gli occhi sull&#8217;importanza di <strong>confrontare le impression con i click in pagina<\/strong>, forse uno dei dati pi\u00f9 rilevanti che ci vengono forniti dal Google Search Console.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"en\">A3 One of my favorite GSC Data points is comparing search impressions to click on a page, if they vary widely is a sign that rewriting titles or snippets would be a good idea &#8211; less of a sign of success of an ongoing campaign, but helpful to know about. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/SEOChat?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\">#SEOChat<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Bill Slawski \u2693 (@bill_slawski) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/bill_slawski\/status\/1083430557663612928?ref_src=twsrc%5Etfw\">January 10, 2019<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Ho scoperto poi un&#8217;altra interessante conversazione sull&#8217;argomento tra Aleyda Solis e Cyrus Shepard.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"en\">+1000 ?<\/p>\n<p>I especially enjoy revising\/reoptimizing titles and meta descriptions from time to time, starting with those pages that are now in the top 3-5 positions but very low CTR. <a href=\"https:\/\/t.co\/RElxn7jSiC\">https:\/\/t.co\/RElxn7jSiC<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Aleyda Solis (@aleyda) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/aleyda\/status\/1087978602203922432?ref_src=twsrc%5Etfw\">January 23, 2019<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Dopo aver letto questi interventi, ho deciso di compilare un dataset composto dai seguenti attributi. I primi 6 provengono da GSC, mentre gli altri 2 derivano dal crawling delle pagine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10068\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/machine-learning-k-means-seo-1.png\" alt=\"\" width=\"1634\" height=\"130\"><\/p>\n<p>L&#8217;idea generale, come spiegato da Bill Slawski, \u00e8 di <strong>ottimizzare il titolo e la meta descrizione su quelle pagine che ricevono un buon numero di impression e un basso numero di click.<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><i><span style=\"font-weight: 400\">\u201cVuoi sapere di pi\u00f9 sui <\/span><\/i><a href=\"https:\/\/www.woorank.com\/en\/blog\/google-search-console-query-data-drop-explained\"><i><span style=\"font-weight: 400\">dati del Google Search Console<\/span><\/i><\/a><i><span style=\"font-weight: 400\">? Ecco un approfondimento esaustivo sul blog di WooRank.\u201d<\/span><\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Come abbiamo imparato dal tweet di Aleyda, un altro aspetto importante per vincere a questo gioco \u00e8 quello di concentrarsi solo sulle pagine che hanno gi\u00e0 una buona posizione (nello specifico lei parla di <strong>quelle tra la 3 e la 5<\/strong>). Questo consiglio \u00e8 estremamente importante, poich\u00e9 accelera il processo e ci porta a risultati quasi immediati. Ovviamente, questo range potrebbe essere diverso per i piccoli siti web (in alcuni casi potrebbe essere utile lavorare anche su pagine con una posizione compresa tra la 3 e la 10).<\/p>\n<h3>Come faccio a portare i dati dalla GSC su Google Sheet?<\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Fortunatamente, GSC fornisce un accesso veloce e affidabile ai propri dati tramite le API e baster\u00e0 utilizzare un Google Sheet Add On chiamato <a href=\"https:\/\/searchanalyticsforsheets.com\/\">searchanalyticsforsheets.com<\/a> per recuperare automaticamente i dati e archiviarli su Google Sheet senza dover scrivere una riga di codice. \u00c8 un tool gratuito, semplice da usare e ben documentato (complimenti al team di sviluppo ?).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Se si ha familiarit\u00e0 con Python, \u00e8 possibile usare questo&nbsp;<a href=\"https:\/\/github.com\/stephan765\/Google-Search-Console-bulk-query\">script<\/a> di Stephan Solomonidis disponibile su GitHub, che pu\u00f2 svolgere praticamente lo stesso lavoro con solo poche righe di codice. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nel mio dataset, volevo creare un file che contenesse sia le query che le pagine. Una pagina, infatti, di solito si posiziona su pi\u00f9 intenti ed \u00e8 importante scoprire qual \u00e8 la query principale che vogliamo ottimizzare per ottenere un risultato efficace.<\/span><span style=\"font-weight: 400\"> <\/span><\/p>\n<h3>Come posso accorpare due dataset in uno?<\/h3>\n<p>L&#8217;aggregazione dei dati dal crawler con i dati di GSC pu\u00f2 essere eseguita direttamente su Orange utilizzando il widget per il merge dei dati, in grado di combinare orizzontalmente due dataset utilizzando la pagina come attributo chiave. Per il mio esperimento, invece, ho usato Google Sheet con una combinazione di ARRAYFORMULA (che esegue la funzione su un\u2019intera colonna) e VLOOKUP (\u00e8 questa la funzione che si occupa di creare la corrispondenza e di riportare il titolo e la meta descrizione nella stessa tabella).<\/p>\n<pre><strong>=ARRAYFORMULA(VLOOKUP(A2:A,crawl_html!A6:C501,{1,2},false))<\/strong><\/pre>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<pre><span style=\"font-weight: 400\">ARRAYFORMULA(VLOOKUP(<\/span><span style=\"font-weight: 400;color: #ff6600\">search_key<span style=\"font-weight: 400\"><\/span>,<\/span><span style=\"font-weight: 400;color: #3366ff\">range<span style=\"font-weight: 400\"><\/span>,<\/span><span style=\"font-weight: 400;color: #ff00ff\">index<\/span><span style=\"font-weight: 400\">,<\/span><span style=\"font-weight: 400\">[<span style=\"color: #339966\">is_sorted<\/span>]<\/span><span style=\"font-weight: 400\">))<\/span><\/pre>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #ff6600\">search_key<\/span> (l\u2019attributo utilizzato per creare la combinazione)<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #3366ff\">range<\/span> (il foglio con i dati estratti dal crawler)<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #ff00ff\">index<\/span> (le colonne con i dataset del crawler che vogliamo importare per la lunghezza del titolo e della meta descrizione) <\/span><span style=\"font-weight: 400\">&nbsp;&nbsp;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\"><span style=\"color: #339966\">is_sorted<\/span> (di solito impostata sul valore \u201cFALSO\u201d poich\u00e9 le due tabelle che andremo a unire non seguono lo stesso ordine)<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2><span style=\"font-weight: 400\">Preparare i dati con cura<\/span><\/h2>\n<p>Quando si lavora con l\u2019Intelligenza Artificiale, la cura dei dati \u00e8 essenziale per ottenere risultati efficaci. La preparazione dei dati \u00e8, infatti, diversa per ogni algoritmo di machine learning in quanto richiede una gestione specifica a seconda dell\u2019algoritmo con cui si lavora. Durante il mio esperimento, ho dovuto creare diverse interazioni prima di trovare la giusta combinazione di colonne e di fornire suggerimenti utili alla macchina. Le criticit\u00e0 che ho riscontrato riguardano principalmente la mancanza di dati rilevanti e una formattazione errata (durante la migrazione dei dati in Orange, nel nostro caso). Per quanto riguarda il primo problema esistono due soluzioni: rimuovere i data points o riempirli con valori in media (ci sono molte altre opzioni da considerare, ma questo \u00e8 praticamente ci\u00f2 che ho fatto nelle diverse interazioni). La formattazione, invece, \u00e8 abbastanza semplice: l\u2019importante \u00e8 fare in modo che Orange visualizzi correttamente ogni funzione informativa come un numero (e non come una stringa).<\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400\">Il dataset <\/span><\/h3>\n<p>Il dataset su cui abbiamo lavorato \u00e8 composto da 15784 righe, ciascuna contenente una combinazione specifica di pagine e query. Ci sono 3 attributi chiave (feauture) nel dataset (click, impressions e posizione) e 5 attributi informativi (pagina, query, CTR, lunghezza del titolo e lunghezza della meta descrizione). La pagina e la query sono delle vere e proprie categorie (possiamo raggruppare i dati per la stessa query o per la stessa pagina). Il CTR \u00e8 una formula che calcola i click \/ impressions * 100 e, per questo motivo, non \u00e8 considerato un attributo chiave. I parametri di categoria (come pagine e query) o i valori calcolati (come CTR) non sono paramentri chiave perch\u00e9 non aiutano l&#8217;algoritmo a ragruppare i dati. Allo stesso tempo, per\u00f2, sono estremamente utili per aiutarci a comprendere ed a leggere i patter ricorrenti nel nostro&nbsp;dataset.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10072\" aria-describedby=\"caption-attachment-10072\" style=\"width: 680px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10072\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/image.png\" alt=\"Dataset configuration in Orange \" width=\"680\" height=\"518\"><figcaption id=\"caption-attachment-10072\" class=\"wp-caption-text\">Configurazione del dataset in Orange<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Introduzione di k-Means per il clustering delle query<\/h2>\n<p>Quando si esaminano migliaia di combinazioni di query su centinaia di pagine web, selezionare le pagine con il potenziale pi\u00f9 elevato in termini di ottimizzazione SEO pu\u00f2 sembrare un compito difficile e spaventoso. Questo risulta particolarmente vero soprattutto se non si \u00e8 mai effettuato questo tipo di analisi o se ci si riferisce a un sito web che non si conosce (come facciamo noi nella maggior parte dei casi, quando iniziamo a lavorare su un progetto con un nuovo cliente che utilizza la nostra tecnologia).<\/p>\n<p>In questo caso, dobbiamo essere in grado di raggruppare le combinazioni di pagine con una maggiore possibilit\u00e0 di successo, che possono essere migliorate ottimizzando il titolo e lo snippet che descrive l\u2019articolo o la pagina. Il nostro obiettivo \u00e8, inoltre, imparare qualcosa di nuovo dai dati raccolti allo scopo di migliorare la qualit\u00e0 generale dei contenuti che andremo a produrre in futuro. Per questo il <a class=\"wl-entity-page-link\"  href=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/vocabolario\/clustering\/\" data-id=\"http:\/\/data.stg-wordliftblogq-stage.kinsta.cloud\/wl0215\/entity\/clustering;http:\/\/rdf.freebase.com\/ns\/m.031f5p;http:\/\/dbpedia.org\/resource\/Cluster_analysis\" >clustering<\/a> rappresenta uno degli approcci migliori: ci aiuta a individuare le opportunit\u00e0 di miglioramento suddividendole in un numero limitato di gruppi e ci rivela i pattern ricorrenti che sottendono ai dati. Un cluster fa riferimento a una raccolta di data point aggregati sulla base della loro&nbsp;similarit\u00e0.<\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400\">Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;algoritmo di clustering k-Means?<\/span><\/h3>\n<p>Il clustering di k-Means \u00e8 <strong>uno degli algoritmi di unsupervised machine learning&nbsp; pi\u00f9 semplici e popolari<\/strong>. Grazie a questo strumento, infatti, \u00e8 possibile estrapolare inferenze utili partendo da una semplice analisi del dataset senza dover fornire&nbsp;alcun criterio di classificazione o senza identificare la variabile target.<\/p>\n<p>A questo punto k-Means estrarr\u00e0 una media dei dati identificado il centroide per ciascun cluster e raggrupper\u00e0 tutti i dati in un numero limitato di cluster. Definiamo centroide il centro virtuale per ciascun cluster.<\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400\">La pipeline di Orange<\/span><\/h3>\n<p>Passiamo ora a capire come funziona il flusso in Orange. Importiamo i dati CSV che abbiamo creato utilizzando il widget File e analizziamo rapidamente i dati utilizzando il widget di Distribuzione. Al centro del workflow abbiamo k-Means, che riceve i dati dal Select Row Widget (si tratta di un semplice filtro che ci permette di lavorare solo sulle posizioni della SERP tra la 3 e la 10 nel nostro caso) e invia l&#8217;output a un grafico di dispersione (Scatter Plot) che ci aiuta a visualizzare i cluster e a comprenderne i pattern sottostanti. Contemporaneamente, k-Means invia i dati al Data Table Widget che produce il report finale, con un elenco di pagine su cui \u00e8 necessario lavorare e le loro rispettive query. Anche qui utilizziamo il widget Select Row per riportare nel nostro report finale solo il cluster pi\u00f9 rilevante.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10074\" aria-describedby=\"caption-attachment-10074\" style=\"width: 1632px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10074\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/image-4.png\" alt=\"The data analysis pipeline in Orange\" width=\"1632\" height=\"692\"><figcaption id=\"caption-attachment-10074\" class=\"wp-caption-text\">La pipeline di Orange<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_10075\" aria-describedby=\"caption-attachment-10075\" style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10075\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/image-1.png\" alt=\"The distribution of rankings.\" width=\"2048\" height=\"1192\"><figcaption id=\"caption-attachment-10075\" class=\"wp-caption-text\">Ecco come \u00e8 rappresentata la distribuzione dei ranking del sito.<\/figcaption><\/figure>\n<p><span>Il <strong>profilo del punteggio<\/strong> di k-Means ci aiuta a capire quanto ogni combinazione sia simile al proprio cluster (coesione) rispetto ad altri cluster (separazione). <\/span><\/p>\n<p><span>Il profilo del punteggio varia da 0 a 1 (un valore alto indica un oggetto molto vicino al proprio cluster). Usando questo valore l&#8217;algoritmo pu\u00f2 definire il numero di cluster di cui abbiamo bisogno (a meno che non specifichiamo diversamente) e il livello di coesione di ciascun gruppo. Nel nostro caso, <strong>3 cluster rappresentano il modo migliore per organizzare i nostri dati e per dare la priorit\u00e0 al nostro lavoro<\/strong>. Dai primi 15784 campioni (le righe nel nostro dataset) abbiamo ora selezionato 1010 istanze (queste sono tutte le combinazioni di pagine con posizione tra la 3 e la 10) che sono state poi raggruppate con k-Means. <\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_10077\" aria-describedby=\"caption-attachment-10077\" style=\"width: 916px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10077\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/image-2.png\" alt=\"k-Means configuration\" width=\"916\" height=\"792\"><figcaption id=\"caption-attachment-10077\" class=\"wp-caption-text\">Parametri di configurazione del k-Means<\/figcaption><\/figure>\n<h2><span style=\"font-weight: 400\">Cosa ci dicono i dati<\/span><\/h2>\n<p>Per leggere i dati allo scopo di trovare le<strong>&nbsp;informazioni<\/strong> che ci occorrono, baster\u00e0 utilizzare la visualizzazione dei dati di Orange. Le proiezioni sono un elenco di coppie di attributi ordinate per il punteggio ottenuto in base a una classifica di accuratezza rispetto alla media, in grado di mostrarci i pattern sottostanti al nostro dataset. Di seguito mostriamo i primi 4 che abbiamo scelto di analizzare.<\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400\">1. Molte impression e CTR basso: ecco l\u2019elenco delle pagine da ottimizzare<\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_10079\" aria-describedby=\"caption-attachment-10079\" style=\"width: 1097px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10079\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/CTR-Impressions-1.png\" alt=\"CTR vs Impressions \" width=\"1097\" height=\"667\"><figcaption id=\"caption-attachment-10079\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-weight: 400\">Scatter Plot #1 &#8211;&nbsp;<\/span>CTR vs Impressions&nbsp;<span style=\"font-weight: 400\">&nbsp;(la grandezza dei simboli indica il CTR)<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Non ha senso lavorare sul cluster C1: ci sono pochissime impressions o il CTR \u00e8 gi\u00e0 alto. Il problema \u00e8, invece, sul cluster C3 e, in seguito, sul cluster C2.<\/p>\n<p>Allo stato attuale, abbiamo un totale di <strong>56 combinazioni di pagine e query<\/strong> che meritano decisamente la nostra attenzione (C2 e C3). Fuori da questo batch, ci sono <strong>18 samples in C3<\/strong> (il gruppo pi\u00f9 rilevante di cui ci occuperemo) e questo in pratica significa che bisogner\u00e0 lavorare su <strong>16 pagine<\/strong> (2 pagine ricevono traffico da 2 query ciascuna).<\/p>\n<figure id=\"attachment_10081\" aria-describedby=\"caption-attachment-10081\" style=\"width: 1898px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10081\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/Pasted_image_at_2019-01-24__11_11_AM.png\" alt=\"The final report with the pages to work on\" width=\"1898\" height=\"758\"><figcaption id=\"caption-attachment-10081\" class=\"wp-caption-text\">Il report finale con le pagine da ottimizzare<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questa \u00e8 la lista che il nostro content team dovr\u00e0 ottimizzare. La scrittura di nuovi titoli e l\u2019ottimizzazione della meta descrizione produrranno risultati migliori in poche settimane.<\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400\">2. Le posizioni non contano quanto le impression&nbsp;<\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_10082\" aria-describedby=\"caption-attachment-10082\" style=\"width: 1097px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10082\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/Impressions-positions-1.png\" alt=\"Scatter Plot #2 -&nbsp;Positions vs Impressions&nbsp;&nbsp;\" width=\"1097\" height=\"667\"><figcaption id=\"caption-attachment-10082\" class=\"wp-caption-text\">Scatter Plot #2 &#8211;&nbsp;Positions vs Impressions<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come possiamo notare, i nostri 3 cluster sono ben distribuiti su tutte le posizioni selezionate. \u00c8 preferibile &#8211; a meno che non vi siano ragioni strategiche per fare diversamente &#8211; migliorare il CTR di una pagina con una posizione pi\u00f9 bassa ma un\u2019esposizione pi\u00f9 forte, invece di migliorare i click su un risultato con un ranking pi\u00f9 alto ma su una parola chiave a basso volume di ricerca.<\/p>\n<h3><span style=\"font-weight: 400\">3. Scrivi titoli lunghi tra i 40 e gli 80 caratteri<\/span><\/h3>\n<p>Google visualizza solitamente i primi 50-60 caratteri di un title tag. A questo proposito, \u00e8 possibile aspettarsi che circa il 90% dei titoli venga visualizzato correttamente se la sua lunghezza complessiva e al di sotto i 60 caratteri (ricerca MOZ). Dai dati raccolti abbiamo potuto notare che, mentre la stragrande maggioranza funziona con meno di 60 caratteri, \u00e8 possibile ottenere un buon CTR con titoli fino a 78 caratteri ma non inferiori di 38 caratteri.<\/p>\n<figure id=\"attachment_10083\" aria-describedby=\"caption-attachment-10083\" style=\"width: 1562px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-10083 size-full\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/image-5.png\" alt=\"Scatter Plot #3 -&nbsp;CTR vs Title Length\" width=\"1562\" height=\"920\"><figcaption id=\"caption-attachment-10083\" class=\"wp-caption-text\">Scatter Plot #3 &#8211;&nbsp;CTR vs lunghezza del titolo<\/figcaption><\/figure>\n<h3><span style=\"font-weight: 400\">4. Scrivi meta description lunghe tra 140 e 160 caratteri<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">All&#8217;inizio di maggio 2018, la lunghezza delle meta description di Google \u00e8 stata nuovamente ridotta dopo che, con l\u2019aggiornamento di dicembre 2017, era stata invece estesa a 290 caratteri. Questo ci fa capire che Google \u00e8 ancora in fase di test, e se su desktop \u00e8 possibile visualizzare fino a 920 pixel (pari a 158 caratteri), da mobile si pu\u00f2 arrivare al massimo fino a 120 caratteri. &nbsp;<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_10084\" aria-describedby=\"caption-attachment-10084\" style=\"width: 1432px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10084\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/image-3.png\" alt=\"Meta description length in 2019 according to blog.spotibo.com\" width=\"1432\" height=\"936\"><figcaption id=\"caption-attachment-10084\" class=\"wp-caption-text\">Lunghezza delle meta description nel 2019 secondo blog.spotibo.com<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ci\u00f2 significa che la lunghezza corretta dipende anche dalla percentuale di utenti che attualmente accedono al versione mobile del sito. Anche in questo caso volta possiamo chiedere ai dati quale dovrebbe essere il numero preferibile di caratteri guardando i cluster C2 e C3. Qui vediamo subito che la lunghezza vincente \u00e8 tra 140 e 160 caratteri (CTR pi\u00f9 alto = simboli di dimensione maggiore).<\/p>\n<figure id=\"attachment_10086\" aria-describedby=\"caption-attachment-10086\" style=\"width: 1582px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-10086\" src=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/en\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2019\/01\/image-6.png\" alt=\"Scatter Plot #4 -&nbsp;CTR vs Meta Description Length\" width=\"1582\" height=\"962\"><figcaption id=\"caption-attachment-10086\" class=\"wp-caption-text\">Scatter Plot #4 &#8211;&nbsp;CTR vs lunghezza delle Meta Description<\/figcaption><\/figure>\n<p>[et_pb_section global_module=&#8221;10045&#8243;][\/et_pb_section]<\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400\">E adesso? <\/span><\/h2>\n<p>Questi sono solo i primi passi verso un futuro in cui esperti SEO e responsabili marketing possano avere accesso immediato alle informazioni fornite dal machine learning in grado di portare a una crescita sempre pi\u00f9 forte e sostenibile del traffico web, senza richiedere un enorme dispendio di tempo ed energie tra fogli di calcolo e metriche web.<\/p>\n<p>Per quanto ci siano volute alcune settimane per impostare l&#8217;ambiente di sviluppo iniziale e per testare le combinazioni di tutte le funzionalit\u00e0 che mi hanno portato a condividere questo post, ora <strong>\u00e8 possibile elaborare centinaia di migliaia di combinazioni in pochi minuti!<\/strong> \u00c8 questo il bello di utilizzare uno strumento come Orange che, dopo la configurazione iniziale, non richiede alcun requisito tecnico o conoscenze di coding.<\/p>\n<p>Continueremo a migliorare la metodologia utilizzata lavorando con i nostri clienti VIP, convalidando i risultati di questo tipo di analisi e migliorando il nostro prodotto per far ottenere questi risultati a un numero sempre pi\u00f9 vasto di persone (tutti i clienti del nostro plugin semantico).<\/p>\n<p>Continua a seguirci e non esitare a scrivermi per saperne di pi\u00f9 sull\u2019AI per la SEO!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come aumentare il CTR organico di un sito web? In questo post, ti illustrer\u00f2 come effettuare l&#8217;analisi dei&nbsp;dati della&nbsp;Google Search Console attraverso l&#8217;Intelligenza Artificiale, allo scopo di ottenere informazioni rilevanti su quali pagine possano essere ottimizzate per migliorare il traffico organico di un sito web aziendale. Nello specifico, utilizzer\u00f2 il k-Meansclustering, una tecnica di raggruppamento &hellip; <a href=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/seo-machine-learning\/\">Continued<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3578,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"wl_entities_gutenberg":"","_wlpage_enable":"","footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"wl_entity_type":[18],"coauthors":[],"class_list":["post-3525","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-seo","wl_entity_type-article"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Come incrementare la SEO usando il machine learning - Il blog di WordLift<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Scopri come incrementare il tuo CTR organico con il machine learning utilizzando i dati di GSC e senza particolari capacit\u00e0 tecniche!\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/wordlift.io\/blog\/it\/seo-machine-learning\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Come incrementare la SEO usando il machine learning - 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